D.L. 118/2021: esame della nuova procedura negoziata per la soluzione della crisi d’impresa.

Il 24 Agosto 2021 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il Decreto Legge n.118/2021, emanato al fine di introdurre nuove misure di sostegno alle imprese, volte al contenimento e al superamento degli effetti negativi derivanti dall’emergenza epidemiologica da COVID-19.
La novella legislativa ha da un lato i) posticipato l’entrata in vigore delle disposizioni contenute nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (16 maggio 2022, eccezion fatta per la disciplina delle procedure di allerta e di composizione assistita della crisi che entrerà in vigore il 31 dicembre 2023) e dall’altro ii) introdotto un istituto di nuovo conio: la procedura negoziata per la soluzione della crisi d’impresa.
Con riguardo a tale istituto è possibile affermare che, a far data dal 15 novembre 2021, tutti gli imprenditori iscritti nel registro delle imprese che presentano uno squilibrio patrimoniale o economico finanziario, potranno accedere alla nuova procedura di “composizione negoziata della crisi”, in cui un esperto qualificato affiancherà l’imprenditore, al fine di condurre le trattative necessarie per il risanamento dell’impresa, nel termine di 180 giorni dalla presentazione della domanda.
Potranno, quindi, aderire alla nuova procedura tutte le imprese, sia commerciali sia agricole, senza limiti dimensionali, ad esclusione degli “imprenditori in pendenza di un processo introdotto con domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione o ricorso per l’ammissione al concordato preventivo” (art. 23 D.L. 118/2021).

Trattasi, pertanto, di uno strumento di natura volontaria, il quale, in caso di insuccesso, non determinerà la segnalazione al PM né tantomeno la conversione in procedura fallimentare.

La domanda di accesso alla procedura dovrà essere presentata tramite una piattaforma unica nazionale accessibile dal sito della camera di commercio presso il cui registro delle imprese è iscritto l’imprenditore e dovrà essere corredata da una serie di documenti, atti a dimostrare la situazione contabile e debitoria dell’impresa e tali da consentire all’esperto di valutare la situazione complessiva aziendale.

Una volta ricevuta l’istanza, il segretario generale della Camera di commercio nel cui ambito territoriale si trova l’impresa, trasmetterà la domanda correlata da una nota sintetica contenente il volume d’affari, il numero dei dipendenti ed il settore in cui opera l’impresa, ad una commissione composta da tre membri che si occuperà di nominare, attingendo da un elenco, entro cinque giorni un esperto qualificato.

Si tratta di un soggetto estraneo alla società e all’imprenditore, così da poter operare “in modo professionale, riservato, imparziale ed indipendente”.

A seguito della nomina dell’esperto, avranno inizio le attività volte al risanamento dell’impresa, le quali verranno espletate dal professionista di concerto con l’imprenditore, sulla base del principio della leale collaborazione e dello scambio reciproco di informazioni, così come previsto dall’art. art. 4 co. 7 del D.L. 118/2021; nello svolgimento dell’incarico, l’esperto potrà anche avvalersi di soggetti dotati di specifica competenza e di un revisore legale. sempre facendo riferimento ad un principio di

Caratteristica fondamentale della procedura di cui si discute è la conservazione, da parte dell’imprenditore, della gestione dell’impresa sia ordinaria sia straordinaria; tuttavia, quanto agli atti di straordinaria amministrazione, l’imprenditore sarà tenuto a comunicarli per iscritto all’esperto, affinché questi possa verificare la loro coerenza con il piano di risanamento aziendale.

Nel caso in cui l’atto di straordinaria amministrazione sia tale da arrecare pregiudizio alle trattative o alle prospettive di risanamento, il professionista sarà tenuto a darne comunicazione per iscritto all’imprenditore ed all’organo di controllo.

Potrà, altresì, far iscrivere il proprio dissenso nel Registro delle imprese, nel caso in cui l’imprenditore si risolva comunque a porre in essere l’atto; tuttavia, nel caso in cui l’atto compiuto sia tale da pregiudicare gli interessi dei creditori, l’iscrizione del dissenso del consulente nel Registro delle imprese sarà obbligatoria e non anche meramente discrezionale.

Al termine della negoziazione, l’esperto sarà tenuto a redigere una relazione, da depositarsi sulla piattaforma, contenente la “soluzione idonea al superamento della crisi di impresa”, la quale potrà prevedere la conclusione di:
i) un contratto con uno o più creditori idoneo ad assicurare la continuità aziendale per un periodo non inferiore a 2 anni;
ii) una convenzione in moratoria ai sensi dell’art. 182 octies L.F.;
iii) un accordo sottoscritto dall’imprenditore, dai creditori e dall’esperto che produce gli effetti di cui all’art. 67, comma 3, lett. d), L.F., vale a dire un piano di risanamento senza tuttavia la necessità di attestazione.

Per converso, laddove l’esperto dichiari nella relazione finale che le trattative non hanno avuto esito positivo e che le soluzioni per il superamento della situazione di cui all’art. 11, comma 1 e 2, del D.L. n. 118/2021 non sono praticabili, l’imprenditore potrà presentare, innanzi al Tribunale del luogo in cui l’impresa ha la propria sede principale e comunque entro 60 giorni dal deposito della relazione da parte del professionista, una proposta di concordato per cessione di beni unitamente al piano di liquidazione ed ai documenti indicati nell’art. 161, comma 2, lett. a), b), c), d), L.F.

In tal caso, il Tribunale procederà alla nomina di un liquidatore, previa valutazione:
i) della fattibilità del piano di liquidazione;
ii) dell’insussistenza di pregiudizio per i creditori rispetto all’alternativa della liquidazione fallimentare;
iii) dell’assicurazione di una utilità per ciascun creditore.